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Cineforum09/10

Fortapasc - La scheda
uscita: 20 Marzo 2009 (anteprima) - 27 Marzo 2009 (cinema)

Titolo originale: Fortapàsc
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 108'
Regia: Marco Risi
Produzione: BìBì Film, Rai Cinema, Minerva Pictures Group
Distribuzione: 01 Distribution
Sito ufficiale: www.kataweb.it/film/fortapasc

Cast: Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo

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Fortapasc - La trama

Nel 1985 Giancarlo Siani viene ucciso con dieci colpi di pistola. Aveva 26 anni. Faceva il giornalista, o meglio era praticante, abusivo, come amava definirsi. Lavorava per Il Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. Era un ragazzo allegro che amava la vita e il suo lavoro e cercava di farlo bene. Aveva il difetto di informarsi, di verificare le notizie, di indagare sui fatti. È stato l'unico giornalista ucciso dalla camorra. Noi qui lo seguiamo negli ultimi quattro mesi della sua vita. La sua ultima estate quando, dal Vomero, dove abitava, tutti i giorni scendeva all'inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta. Tutto, in quel periodo, ruotava intorno agli interessi per la ricostruzione del dopo terremoto e Giancarlo vedeva. E capiva. Lo vediamo muoversi fra camorristi, politicanti corrotti, magistrati pavidi e carabinieri impotenti, come un giglio nel fango. Proprio la sera in cui venne ucciso, a Napoli Vasco Rossi teneva un concerto al quale Giancarlo sarebbe dovuto andare con la sua ragazza

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Fortapasc - La critica

Indagare, denunciando pubblicamente una società assediata (ecco il riferimento cinematografico italianizzato del titolo) da criminalità, corruzione, violenza, è un pericoloso atto di coraggio civile. Cresciuto politicamente nel movimento del 1977, Giancarlo Siani si impegnò nel periodico "Osservatorio sulla Camorra" e poi come praticante, si definiva "l’abusivo" - che è anche il titolo di un libro su di lui - per "il Mattino", soprattutto in cronaca nera a Torre Annunziata, dove il quotidiano (per risparmiare) gli faceva fare anche il fotografo. Grazie ad una promozione - o allontanamento – ottenne una scrivania nella sede di Napoli, ma venne assassinato poco prima dell’assunzione. E’ stato un vero giornalista (l’unico ammazzato dalla Camorra) "d’assalto", attivo anche in inchieste, iniziative, incontri con gli studenti. Al quale il caporedattore, tipico esponente dell’accettazione dello "status quo", aveva spiegato la differenza tra i giornalisti "giornalisti" e "impiegati". Apparteneva alla prima categoria, Siani, mosso dalla passione per il compito di questo mestiere, dalla convinzione che "per scegliere, la gente deve sapere". Sceneggiatura a tre (più una collaborazione), "Fortapàsc" ha un percorso stentato di alcuni anni per lo più per problemi di produzione, e durante la lavorazione la famiglia Siani è stata molto vicina ai realizzatori. Filmando in Super 16 per rivedere quegli anni, Marco Risi unisce efficaci momenti collettivi - come il pranzo di comunione del figlio del boss o la mattanza del clan sul sottofondo di una cronaca di una partita di calcio (e un gol di Maradona sincronizzato all’uccisione di un camorrista che indossa la maglietta del campione) - con una speranzosa levità di tocco che risalta vitalismo, talento, pulizia e determinazione del protagonista. Ciò ha dato l’opportunità per un salto di qualità recitativo a Libero De Rienzo che, dopo la precedente decisione di dedicarsi all’attività registica rispetto a quella da attore, ha invece condiviso in pieno – e si avverte - il progetto di questo film.

La frase:
"Questo è un paese per giornalisti impiegati".

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