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Cineforum09/10

Questione di cuore - La scheda
uscita: 10 Aprile 2009 (cinema)

Titolo originale: Duplicity
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Thriller
Durata: 129'
Regia: Tony Gilroy
Produzione: Relativity Media, Universal Pictures
Distribuzione: UIP
Sito ufficiale: www.duplicitymovie.net
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/

Cast: Julia Roberts, Clive Owen, Paul Giamatti, Tom Wilkinson, Carrie Preston, Wayne Duvall, Christopher Denham, Cassidy Gard, Tom Stratford, Brandon Slagle

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Questione di cuore - La trama

I cuori di Alberto e di Angelo ingrippano nella stessa notte. Così dice Angelo, giovane carrozziere di ex borgata, ex sottoproletario, un ex tutto diventato qualcosa che Alberto, sceneggiatore di successo, bravo e matto, rumoroso e squilibrato come un rinoceronte, non capisce. Diventano amici in sala rianimazione. Si legano in modo istantaneo, sorpresi loro stessi di capirsi così profondamente. Ma sono due maschi, e quindi paludano spesso le emozioni dietro lo scherno, lo scherzo. Come adolescenti al primo viaggio in tenda. Appena fuori, la vita gli sembra talmente cambiata, sempre consapevoli come sono di ogni battito cardiaco, che diventano indispensabili l'uno all'altro. Continuare a stare insieme significa stare con l'unica persona al mondo che - in quel momento - ti capisce. Alberto, che è strutturalmente un uomo solo, non riesce a dare stabilità al suo rapporto con la fidanzata, e si installa come un paguro nella conchiglia, la casa di Angelo, lì al Pigneto, sopra la carrozzeria specializzata in auto d'epoca. Un mondo imperscrutabile, ora bellissimo, ora sinistro. Ma in quella casa c'è una famiglia, una moglie, Rossana, attraente di suo e in più incinta, una specie di donna al quadrato; e i due figli, Perla e Airton, una adolescente furiosa e un bambino impaurito dagli eventi. Alberto si scioglie in quella dolcezza che gli era non solo sconosciuta, ma perfino antipatica. Si crea una famiglia con due padri, con funzioni complementari: uno solido, Angelo, che manda avanti la carrozzeria, guadagna, evade e accumula, e l'altro, Alberto, che legge, scrive e sperpera, soldi e relazioni. Ma non c'è scontro, fra le loro visioni delle cose: è anzi un abbraccio che nasconde la disperazione sotto gli sghignazzi virili. Angelo nasconde a tutti di sentirsi sempre peggio, e costruisce un piano, germogliato nella paura di morire: cerca di trasferire all'amico, come eredità, come dono, come responsabilità morale, ciò che ha di più caro: Rossana, Airton e Perla.

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Questione di cuore - La critica

Alberto e Angelo non hanno nulla in comune. Alberto è uno sceneggiatore di successo, proveniente dal nord’Italia, mentre Angelo è un carrozziere romano "verace", coniugato e con due figli, il terzo in arrivo. Eppure una notte qualcosa li accomuna: il loro cuore si "ingrippa", "infarta", e i due si trovano vicini di letto nel reparto di terapia intensiva di un’ospedale romano, e si conoscono. Dimenticate la brutta locandina che sembra alludere alla classica commedia sulla coppia improbabile al maschile lanciata in situazioni ridicole o assurde. Tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Contarello, "Questione di cuore" è un film molto delicato sull’amicizia, sul senso della vita e delle relazioni umane e su come spesso i tentativi di pilotare i rapporti tra uomini si risolvano in modo inaspettato e sorprendente. Ci sono elementi di commedia, naturalmente, e almeno due momenti sono assolutamente spassosi. Fra tutti spicca un cammeo di Carlo Verdone (nella parte di se stesso), più ipocondriaco e comico che mai. Questione di cuore però si mantiene su un equilibrio rarissimo e lodevole, tenendosi distante sia dalla classica commediaccia italiana sia dall’italico patetismo che tanto ha fatto soffrire il pubblico in sala negli ultimi lavori nostrani. Ottimo il cast, e oltre ad Albanese e Kim Rossi Stuart, già abbondantemente apprezzati, si distinguono Francesca Inaudi e Micaela Ramazzotti. Quest’ultima del resto aveva dato una notevole prova attoriale già in "Tutta la vita davanti" e quindi la sua interpretazione più che una sorpresa è una conferma. Al di là dei meriti individuali quello che spicca in maniera ancora più forte in Questione di cuore è la capacità della Archibugi di dirigere gli attori, altra qualità molto rara nel cinema italiano. Dal nome più noto al meno noto ciascuno viene diretto in maniera energica e funzionale alla "macchina-film" in modo tale cioè che ciascun ingranaggio scorra senza intoppi, senza spreco di movimento e senza la minima sbavatura. Ben sapendo quando tirare la briglia e quando lasciarla sciolta, la Archibugi crea tra l’altro un ottimo equilibrio tra esigenze registiche ed esuberanza attoriale, come è sempre più raro vedere. Il lavoro di Contarello viene quindi ripreso, maneggiato e modificato con sensibilità e intelligenza fino a trasformarsi in una pellicola di rara dolcezza e piacevolezza, senza alcun dubbio il più bel film italiano di questo primo scorcio di 2009.

La frase:
"...e perché “er caffè” deve essere “ar vetro”?!? Cosa cambia".

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